La necropoli, estesa su 1000 metri quadrati e situata in Largo Giacomo Parodo, nella zona occidentale di Carloforte, è stata oggetto dei primi scavi nel 2011. I lavori sono stati coordinati dall’archeologo Wissan Khalil del Dipartimento di Arti e Archeologia dell’Università Libanese di Beirut, in collaborazione con la Soprintendenza per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio di Cagliari e le Province di Oristano e Sud Sardegna. Il progetto è stato finanziato dal Comune di Carloforte, dalla Regione Sardegna, dall’Hotel Paola di Carloforte, dalla League of Canaanite, Phoenician and Punic Cities e dal Phoenician Heritage Institute.
Il sito, risalente ai secoli fra il VII e il III a.C., è classificato come “fenicio-punico” e testimonia quindi la frequentazione di entrambe le civiltà oltre al sincretismo cultuale delle differenti pratiche funerarie ma, in attesa delle pubblicazioni ufficiali sugli esiti degli scavi, non è ancora possibile comprenderne l’esatta stratificazione.
La necropoli ha un’esposizione a sud-est ed è in una posizione strategica di avvistamento sul mare aperto verso la Tunisia, sull’Isola di Sant’Antioco e sulla costa meridionale dell’isola madre sarda. In tutta l’area di scavo è affiorato un gran numero di tombe a fossa (al momento attuale ne sono enumerate 23) scavate nel sostrato roccioso vulcanico; l’inumazione in questa tipologia di tomba, dove oltre alle ossa sono stati rinvenuti arredi funerari ceramici, era destinata a persone di ceto sociale semplice.
Nella necropoli si trova un affascinante complesso di tombe a camera ipogee scavate nel tufo, composto da due ampi ambienti comunicanti, destinati a famiglie di alto rango sociale. I reperti rinvenuti includono elementi votivi e corredi funerari preziosi, come statuette, ceramiche, gioielli e lucerne.
Dagli scavi finora effettuati non è emersa alcuna traccia di Tophet, legati al culto di divinità protettrici di bambini e animali e alla loro sepoltura.
La necropoli di Carloforte presenta caratteristiche coerenti con altri siti punici minori: tombe scavate nella roccia, strutture lineari e scarsi segni di monumentalizzazione.
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