Vai al contenuto principale
Torre Sabauda
Vai al footer

Torre Sabauda

La possente torre fu costruita in epoca sabauda, tra il 1756 e il 1757, ancor prima della fondazione di Calasetta, risalente al 1770.

 

Si hanno notizie di suddetta torre nel piano regolatore realizzato dall’Ingegnere Pietro Belly nel 1770, il quale progettò lo schema urbanistico del comune sulcitano, in cui si fa riferimento a un villaggio da edificare nell’isola di Sant’Antioco, in prossimità della Torre di “Cala di Seta”. 

 

Per la costruzione del baluardo furono impiegati materiali locali quali pietra vulcanica e sabbia; la calce venne importata da Porto Paglia mentre da località vicine, presumibilmente dalla zona di Matzaccara o l’isola di San Pietro, vennero prelevate delle pietre più leggere da utilizzare per la realizzazione della volta. 

 

La sua edificazione richiese una manodopera importante e gli stessi operai locali non furono sufficienti. Per questo motivo si ritenne opportuno guardare oltre, nello specifico vennero assunti operai provenienti da Carloforte. 

 

La direzione dei lavori fu affidata all’Ingegner Solerj, il quale probabilmente ne eseguì anche il progetto. 

 

Di forma tronco-conica, ripete lo schema delle numerose torri che si trovano a intervalli più o meno regolari lungo i litorali delle coste sarde. Presenta alla base un diametro di circa 9 metri e un’altezza di circa 12. Lo spessore dei muri perimetrali varia dai 280cm nella parte inferiore ai 70cm della parte sommitale. 

 

La compongono due ambienti sovrapposti: quello inferiore fu adibito a cisterna mentre - a 4 metri dalla base - si apre l’ingresso a una camera circolare, divisa in più sale.

 

L’interno era illuminato da feritoie, oggi ne rimane solo una, le altre sono state trasformate in vere e proprie finestre. 

 

Una scala ricavata nello spessore murario conduce alla piazza d’armi. 

 

All’esterno vi è un unico elemento decorativo, una cornice realizzata con pietra differente dalla trachite per meglio evidenziarla, oggi in parte distrutta. 

 

L’accesso alla torre era consentito da una sorta di ponte levatoio che veniva manovrato dall’interno. 

 

Lo scopo della torre di “Cala di Seta”, così come quella più antica di Portoscuso, era il controllo del Canale di San Pietro, in difesa dagli attacchi dei pirati barbareschi delle tonnare, della città di Carloforte e, successivamente, dell’abitato e della popolazione di Calasetta. 

 

La guarnigione era composta da un numero variabile di soldati, dai tre ai sedici, al comando di un Alcaide, ovvero il comandante. La torre era dotata di armi e munizioni, compresi due cannoni di ferro calibro 8. 

 

Nel 1875 il Comune di Calasetta acquistò la torre e il terreno demaniale circostante.

 

Durante la Prima e la Seconda guerra mondiale l’edificio fu più volte restaurato. Un ultimo accurato restauro, risalente ai primi anni Ottanta, ha messo in luce il piano terra, in origine colmato di sabbia e detriti.

 

Il pavimento è il naturale piano della roccia dal quale si innalza un pilastro centrale che dà origine a tre maestose arcate. Addossata alla parete laterale è la cisterna per l’acqua piovana, la cui imboccatura si trova al piano superiore. 

 

Un’apertura artificiale consente di entrare in questo ambiente dall’esterno. 

 

Già edificio militare e in tempi più recenti ristorante, il piano terra della torre è attualmente sede del Museo Archeologico gestito dalla Fondazione MACC, la stessa che si occupa del Museo di Arte Contemporanea di Calasetta. La sala al piano superiore viene utilizzata per cerimonie ed esposizioni temporanee. 

 

Muta testimone delle innumerevoli vicende dei calasettani, sin dalle origini è considerata il simbolo del paese e per questa ragione è rappresentata nel gonfalone del Comune.

 

 

ENGLISH

The tower is first documented in the 1770 master plan drawn up by engineer Pietro Belly, who designed the urban layout of Calasetta. His plans describe a village to be built on the island of Sant’Antioco, near what was then known as the “Cala di Seta”Tower.

Local materials such as volcanic stone and sand were used in the construction of the stronghold. Lime was brought in from Porto Paglia, while lighter stones—used for the vault—were likely sourced from nearby areas, possibly from Matzaccara or the island of San Pietro.

The project required a substantial workforce that the local population could not provide, so skilled workers were brought in from Carloforte. The project was overseen by Engineer Solerj, who likely also designed the tower itself.

With its distinctive truncated cone shape, the Savoy Tower follows the architectural model used for many coastal watchtowers built along the Sardinian shoreline. Measuring approximately 9 metres in diameter at the base and 12 metres in height, the tower features walls over 2.5 metres thick at the base, tapering to 70 centimetres at the top.

Inside, the structure is divided into two levels: a lower chamber once used as a cistern, and a circular upper room—accessible via an entrance 4 metres above the ground—divided into several smaller spaces.

The interior of the tower was originally lit by narrow slits set into the thick walls; today, only one remains, while the others have been turned into full windows. 

A staircase carved into the wall itself leads to the upper defensiveterrace (gun platform). 

On the outside, there is a single decorative feature: a mouldingmade of a a lighter-coloured stone, chosen to contrast with the dark trachyte - now partially damaged.

Access to the tower was once granted by a sort of drawbridge, which could be operated from within.

The “Cala di Seta” tower - like the older tower at Portoscuso - was built to monitor the San Pietro Channel and protect against attacks by pirates, defending the tuna fisheries (tonnare), the town of Carloforte, and later, the growing settlement of Calasettaand its inhabitants.

The garrison stationed in the tower varied in size, typically ranging from three to sixteen soldiers under the command of an Alcaide, the appointed military leader. The tower was equipped with arms and ammunition, including two iron cannons of 8-calibre.

In 1875, Calasetta’s town council purchased the tower along with the surrounding state-owned land. 

During the First and Second World Wars, the building was restored several times. A final, detailed restoration in the early 1980s revealed the original ground floor, which had been filled with sand and debris.

The floor itself is the island’s native rock, from which rises a central pillar supporting three impressive arches. Set against one of the side walls is a rainwater cistern, with an opening still visible on the upper floor. A modern external entrance now allows access to this lower level.

The floor is formed by the natural bedrock, from which rises a central pillar that supports three majestic arches. Set against one of the side walls is a rainwater cistern, the mouth of which opens onto the upper floor. 

An artificial entrance now allows access from the outside.

Once a military building - and more recently briefly used as a restaurant - the ground floor now houses the Archaeological Museum, managed by Fondazione MACC, which also overseesCalasetta’s Museum of Contemporary Art. The upper floor is used for ceremonies and temporary exhibitions.

A silent witness to the many events in Calasetta’s history, the tower has always been considered the symbol of the town, andthat is why it is proudly depicted on the municipal coat of arms.

 



Img 69a9eca3301602 23296908
Img 69a9eca33757e9 69016216

Lingue parlate

  • EN
  • FR

Tariffa ridotta per i possessori di Card

L’esperienza dei nostri ospiti

Grazie per i vostri feedback!

  • Esperienza complessiva
  • Qualità del servizio
  • Pulizia ambienti
  • Comfort e atmosfera
  • Rapporto qualità/prezzo
Raccontaci la tua esperienza

Grazie

Grazie: ti abbiamo inviato una mail per attivare la tua iscrizione e selezionare le tue preferenze se previsto.

Grazie

Grazie per la tua recensione!

Ben fatto!

Profilo aggiornato correttamente.

Qualcosa è andato storto

Riprova

Chiudi

La tua richiesta è stata inoltrata.

Abbiamo ricevuto la richiesta che ci hai inviato. Ti risponderemo presto. Una copia dei dati che ci hai fornito è stata inviata al Suo indirizzo email.

Chiudi

La tua richiesta è stata inoltrata.

Abbiamo ricevuto la richiesta che ci hai inviato. Le strutture ti risponderanno presto. Riceverai una copia dei dati all’indirizzo e-mail che hai fornito.