Descrizione del percorso
Lunghezza Variante: 15,6 Km
Lunghezza Tappa con Variante: 41,5 Km
Guadagno/Perdita in elevazione: + 1000 m / - 821 m.
Pendenza max: 19,0% / -19,2%.
Pendio medio: +3,4% / -3,8%.
Innesto Variante (Via S. Andrea abitato di Gonnesa) al Km 21,7 della Tappa
Uscita Variante (Piazzale superiore Miniera di San Giovanni) al Km 28,1 della Tappa
Punto più alto (Strada Loc. Miniera di San Giovanni, dopo Villaggio Asproni) h: 318 m (slm).
DESCRIZIONE
Presa Via Sant’Andrea, svoltando a destra su Via della Repubblica che segue la Tappa, e proseguendo oltre l’abitato sul suo prolungamento, si incrocia la strada interpoderale di Loc. Si Basca e si segue questa in direzione Sud – Est.
Dopo poco la strada interpoderale che inizia a salire, diventa sterrata e all’inizio di alcuni tornati sono visibili i ruderi degli edifici industriali della Miniera di Monte Onixeddu.
Questa antica miniera di galena argentifera risale al 1854 e fu inizialmente diretta da vari ingegneri illustri Eyquem, Asproni e Prospero Christin. Successivamente passò a diverse società anche straniere e nel 1899 la concessione passò alla Società Mineraria Lombarda che estese la coltivazione anche ai minerali di Zinco. Nel 1933 con il passaggio alla Società Pertusola, i lavori subirono un notevole impulso anche grazie al fatto che in questo periodo fu costruita la laveria aumentando notevolmente la produzione di minerale. Nel 1969 la miniera passò alla Piombo Zincifera Sarda, e come gran parte delle miniere sarde il successivo passaggio alla SAMIM ne decretò la fine.
Proseguendo in salita su questa sterrata dopo circa 4,1 Km si trova un bivio e girando a sinistra si arriva presso una fattoria superata la quale, si giunge presso la maestosa struttura di Sa Macchina Beccia, conosciuta anche come il “Castello di San Giorgio”.
Questo particolare edificio, unico nel suo genere, è stato costruito nel 1870, come pozzo di miniera noto con il nome di pozzo Santa Barbara. Il suo appellativo in sardo “Sa Macchina Beccia” (La macchina vecchia) si deve al fatto che al suo interno era presente una grossa macchina a vapore che serviva a sollevare il minerale estratto (soprattutto galena argentifera). Nel 1940, dato che la miniera non era più considerata produttiva il pozzo fu abbandonato.
Da questo particolare sito è possibile andare a visitare il Villaggio Minerario Asproni (recentemente acquisito da privati e in corso di riqualificazione a scopo espositivo) e poi scendere riprendendo la sterrata antistante Sa Macchina Beccia scende verso valle, arrivando nei pressi del bacino fanghi di San Giorgio e proseguendo arriva all’altezza del sottopasso della SS 130. Il percorso in discesa propone una pendenza media del 5,3% circa e pertanto risulta più semplice rispetto a quello che scende alla Miniera di San Giovanni (15% di pendenza - vedi Variante 3).
Il Villaggio Asproni fu fondato nel periodo d’oro della miniera di Seddas Moddizzis, ed era abitato dalla famiglia Asproni e dai dipendenti della miniera. Il villaggio è costituito da alcune case, uno spaccio, la chiesa di San Giorgio, gli uffici della Direzione, la villa dell’ingegnere, la scuola e altri piccoli edifici.
Fu abbandonato dalla prima metà del ‘900, quando iniziò la crisi della miniera, ed è rimasto per lungo tempo in stato di abbandono, e usato prevalentemente come ricovero per animali. Di recente, come precedentemente detto, il villaggio è stato acquistato da privati con l’intento di riqualificarlo e musealizzarlo. In quanto luogo fantasma, il Villaggio, secondo alcuni racconti popolari è frequentato dallo spettro del Cavalier Toro, personaggio importante di Gonnesa nei primi del Novecento.