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Tappa 08 - da Piscinas a Tratalias (passando per Candiani)
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Tappa 08 - da Piscinas a Tratalias (passando per Candiani)

  • 41.31 km

  • 2 ore e 20 minuti

  • Differenza di Elevazione Positiva 448 m

  • Il dislivello negativo 497 m

Descrizione del percorso

PARTENZA: Piscinas 65 m (slm)

ARRIVO: Tratalias Vecchia 15 m (slm)

DATI TECNICI:


  • Lunghezza: 41.0 Km

  • Dislivello: +448 m e –497 m

  • Pendenza Massima + 10.6 %

  • Pendenza Minima -13,7 %


 

DESCRIZIONE TAPPA:

Dalla Posada dell’ex casello ferroviario di Piscinas si procede in direzione Ovest sulla strada che procede verso Giba.

Nei pressi del secondo incrocio si prende la sterrata in sinistra per procedere parallelamente alla SS 293 e arrivare alla periferia occidentale di Giba ed entrare in Via Principe di Piemonte (SS 293) per giungere al centro del paese.

Presso il Municipio di Giba, si gira a sinistra e superata la Piazza, si prende Via Eleonora d’Arborea e, superato il campo sportivo, si esce dal centro abitato.

Subito dopo lo stadio si gira a sinistra e si procede sullo stradello che va al Parco di Is Muras dove al primo bivio si gira a sinistra per riconnettersi alla SS 125 ed entrare a Masainas.

Seguendo lo sviluppo della statale all’interno del paese, si attraversa tutto il centro abitato passando di fronte alla particolare chiesa di San Giovanni Battista che si trova sulla sinistra del percorso, arrivando poi alla fine dell’abitato.

Da qui, si gira sulla destra e si lascia la statale per percorrere una strada interpoderale che attraversa gli orti e le carciofaie della zona.

Fatti 1.65 Km circa si arriva ad un crocevia dove si svolta a sinistra per poi prendere in sinistra la strada interpoderale che ci fa arrivare fino alla piccola frazione di Panesiu poco a nord di Sant’Anna Arresi.

Imboccata via Piave in direzione Sud-Ovest, si entra a Sant’Anna Arresi in corrispondenza di Via Italia (SS 195) e si attraversa tutto l’abitato girando prima per Via Torino per poi, arrivare al centro in piazza Martiri dove, tra la vecchia e la nuova chiesa parrocchiale di Sant’Anna, troneggia l’imponente Nuraghe Arresi.

Il nuraghe Arresi risalente al XV-XIV secolo a.C. (Bronzo medio) fu costruito su un insediamento più antico abitato fin dal Neolitico Recente e nel primo Eneolitico (3200-2600 a.C.), a est e ovest della struttura sono presenti due fontane nuragiche. La principale peculiarità di questo Nuraghe sta nel fatto che sorge tra due chiese la ‘vecchia’ e nuova parrocchia dedicate alla santa patrona del paese.

Attorno al Nuraghe e alla chiesa vecchia è sorto il primo nucleo abitativo del paese.

Usciti dalla piazza e presa via Piercy si esce dal paese arrivando direttamente alla rotonda del cimitero dalla quale si imbocca la ciclabile che porta fino a Porto Pino.

Sul percorso ciclabile, superata la successiva rotonda, è possibile fermarsi per visitare il sito archeologico del Villaggio Nuragico di Coi Casu.

Risalente all’Età del Bronzo in pieno sviluppo della Civiltà Nuragica (circa 1600-600 a.C.) questo Villaggio si sviluppa nell’intorno di un nuraghe complesso. Il nucleo più importante dell’antico abitato sorge attorno ad una depressione circolare che probabilmente fungeva da piccolo bacino di raccolta dell’acqua piovana.

Agli inizi dell’età del Ferro (XI-X secolo a.C.) il villaggio fu abbandonato e solo dopo alcuni secoli l’insediamento riprese a vivere a partire dall’età tardo-punica (III-II secolo a.C.) sino a quella bizantina (VIVII secolo d.C.).

Entrati a porto Pino dopo aver attraversato l’istmo tra gli stagni salmastri di Maestrale a nord e De Brebeis a Sud, si arriva presso il porto canale e alla vasta area parcheggio da dove, volendo, è possibile vedere la bella spiaggia.

Ripreso il percorso, si arriva nei pressi della pineta che dà il nome al paese e, procedendo sulla sterrata via Candiani, si può percorrere il tragitto in sterrato che ci permette di visitare i resti della batteria di difesa della seconda guerra mondiale di Candiani, realizzata a guardia del golfo di Palmas.

Attualmente presso questi edifici ristrutturati è individuata anche la Posada della Fondazione CMSB ed è pertanto possibile pernottare (siamo al Km 18.8 della Tappa).

L’ex apparato militare entrò in servizio nel corpo della Regia Marina il 4 giugno 1935, la batteria antinave "Ammiraglio Camillo Candiani" nasce in vista di un conflitto su vasta scala al fine di impedire possibili sbarchi e a protezione del porto di S.Antioco, da cui veniva imbarcato il carbone del Sulcis e i minerali e metalli estratti dalle miniere dell’iglesiente.

Con la batteria gemella "Antonio Sogliuzzo" impostata su Capo Sperone (sul lato diametralmente opposto) costituiva la linea di difesa che sbarrava l’accesso al golfo di Palmas. Era armata da 4 grossi cannoni navali (adatti anche al tiro contraerei) da 2 mitragliere e da una Breda per la difesa dell'installazione stessa. Il personale era composto da un centinaio di marinai comandati da 3 ufficiali.

 

Ripreso il percorso e usciti dalla pineta, si imbocca la strada sterrata indicata come via delle vigne in direzione nord che prosegue avendo sulla destra lo stagno di Maestrale e sulla sinistra i vigneti della zona.

Arrivati alla parte più settentrionale del lago e presa la prosecuzione di via delle vigne che attraversa parzialmente la laguna, si arriva alla strada sterrata che costeggia il canale salmastro che alimenta lo stagno di Maestrale e si segue questa strada per tutto il suo sviluppo, fino ad arrivare all’altezza di Nuraghe Sarri (in proprietà privata) dove si gira a sinistra e subito dopo a destra prendendo la sterrata che costeggia lo stagno Baiocca.

Al margine settentrionale dello stagno si trova un bivio e prendendo la destra si supera il ponticello sul canale di alimentazione dello stagno di Maestrale e si percorre il l’istmo settentrionale dello stagno Baiocca per arrivare nei pressi della frazione di Is Solinas.

Procedendo sempre in direzione nord si arriva al ponticello che ci porta all’altro lato del canale che alimenta lo stagno di Porto Botte e, girando subito dopo a sinistra, si fiancheggia lo stesso canale che, percorso nel suo argine di sinistra idraulica, ci permette di arrivare sulla sterrata che costeggia la spiaggia di Porto Botte.

Proseguendo verso nord sulla sterrata, si arriva alla fine dell’arenile dove un ponte carrabile che troviamo sulla destra, ci permette di superare il canale e ci immette nella strada in leggera salita, che ci porta fino al nuraghe di Villarios (in proprietà privata) e subito dopo incrocia la SS 195.

Svoltando a destra si prende la Statale per poco più di 200 m e dopo si svolta a sinistra per prendere la sterrata che, svoltando subito a destra, ci porta nella zona rurale a ovest di Giba.

La sterrata prosegue con asse nord-est e va ad incrociare la SP 74, dopo l’attraversamento si prosegue nella stessa direzione per altri 1,7 Km fino ad incrociare il vecchio tracciato della ferrovia dismessa che si prende svoltando a sinistra.

Il percorso della vecchia ferrovia, facilmente individuabile per la presenza dei ruderi dei vecchi caselli e per piccoli passaggi in trincea, ci porta, dopo aver superato il nuraghe Meurras, presso la diga del Rio Palmas che forma il lago di Monte Pranu.

Da qui inizia la pista ciclabile di Tratalias che si percorre fino ad incrociare via sobborghi dove girando a sinistra e poi prendendo via degli Angeli si arriva al suggestivo borgo antico di Tratalias Vecchia dove, presso la pregevole piazzetta centrale, si trova la chiesa romanica di Santa Maria di Monserrato che, eretta tra il 1213’ e il 1282’, fu cattedrale e sede della diocesi di Iglesias fino al 1503’.

Arrivati in questo suggestivo borgo medioevale ancora intatto, dove presto sorgerà una Posada della Fondazione CMSB attrezzata anche per l’accoglienza dei bikers e delle biciclette, si conclude questa Tappa.

Punti di interesse e servizi nelle vicinanze

La distanza è calcolata in linea d'aria al massimo di 2km dal tracciato. 

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