Descrizione del percorso
PARTENZA: Domusnovas 148 m (slm)
ARRIVO: Nuxis 191 m (slm)
DATI TECNICI:
- Lunghezza: 42.4 Km
- Dislivello: +877 m e –836 m
- Pendenza Massima + 18,4 %
- Pendenza Minima -16,1 %
- Punto più Elevato su Strada Località Rosas 483 m slm
Possibili deviazioni per visitare punti notevoli:
VAI E VIENI PER IL SITO MINERARIO E SPELEO ARCHEOLOGICO DI SA MARCHESA (Nuxis)
Lunghezza vai e vieni: 2,6 Km
Punto inizio/fine (su SP 78 poco dopo ingresso a frazione di Acquacadda): h: 177 m (slm)
Punto più alto (sito di Sa Marchesa): h: 221 m (slm).
DESCRIZIONE TAPPA:
Dalla chiesa di Santa Barbara di Domusnovas, si prende Via Foscolo, e usciti dall’abitato si passa il sottopassaggio alla SS 130, per girare subito a sinistra sulla sterrata che affianca la statale.
Si arriva così al bivio sulla SP 87 che si prende svoltando a destra per arrivare subito alla periferia settentrionale di Musei.
Entrati a Musei, si arriva al parco ETFAS, con i sui caratteristici Silos, che testimoniano la natura agricola del paese, si arriva alla chiesa di Sant’Ignazio dove nei pressi è possibile ammirare Su Congiu de Omu, che risulta essere il più antico edificio costruito in ladiri (metodo costruttivo con mattoni di fango e paglia) della Sardegna.
Attraversato il paese in direzione ovest, ci si immette sulla SP 87 per arrivare alla stazione ferroviaria di Villamassargia e percorrendo il cavalcavia ci si immette direttamente nella strada per il centro abitato di Villamassargia in direzione sud, superando il ponte sulla SP 87. Dopo circa 1,7 Km si arriva alla rotonda all’ingresso di Villamassargia dove proseguendo dritti in direzione sud, si entra nel centro abitato.
Qui percorsa la via Roma si raggiunge la Piazza Pilar, dove sorge la chiesa romanica di San Ranieri e, proseguendo, si arriva presso l’area sportiva nella periferia meridionale del paese.
Presa Via dello Sport, si esce da Villamassargia proseguendo verso Est e, inoltrandoci nelle campagne, si arriva all’altezza del rilievo che ospita il Castello di Gioiosa Guardia che si può ammirare alla destra del percorso.
Il castello venne probabilmente costruito per volere dei Della Gherardesca che divennero padroni del sud-ovest sardo dopo la spartizione del Giudicato di Cagliari avvenuta nel 1258, tuttavia secondo un'altra ipotesi la sua costruzione sarebbe databile al XII secolo, durante il regno di Guglielmo I Salusio IV.
Proseguendo sulla sterrata si arriva poco dopo all’ingresso dell’Oasi Naturale di S’Ortu Mannu, un uliveto che ospita piante secolari tra cui spicca “Sa Reina” un ulivo che ha oltre 16 m di diametro e che si stima abbia oltre 800 anni.
Dopo aver visitato questo particolare sito si continua a est sempre sulla sterrata fino ad arrivare molto vicino alla SP 02. Da qui, proseguendo sulla sterrata che volge verso sud
si procede iniziando la salita di 7,7 Km, con una pendenza media del 3% che ci porta all’ex villaggio minerario di Orbai in agro di Villamassargia.
Il villaggio di Orbai sorge nel mezzo di un rigoglioso bosco con uno splendido panorama sulla valle del fiume Cixerri e fu abitato per circa 80 anni.
La miniera iniziò a funzionare, per la produzione di misti piombozinciferi, attorno al 1872 ad opera della "Società degli Orbi" da cui avrebbe poi preso il nome anche il villaggio.
Già da subito emersero le difficoltà connesse al trasporto delle produzioni dovute alla mancanza di collegamenti stradali con i porti.
Dopo la fine del conflitto mondiale, d'intesa con la Monteponi, sarebbero dovuti riprendere i lavori di estrazioine come Società della Miniera di Orbai, ma anche in questa occasione i risultati non furono soddisfacenti e dopo pochi anni (attorno alla metà degli anni '50) la miniera venne definitivamente chiusa e la concessione revocata.
Visitato l’ex-Villaggio minerario di Orbai, attualmente disabitato nonostante i lavori di riqualificazione attuati nei primi anni novanta, e saliti fino alla sua sommità da cui è possibile godere di una pregevole vista su tutta la valle del Cixerri, si procede, sempre su sterrata, alla volta dell’ex-Villaggio minerario di Rosas.
La miniera di Rosas già sfruttata ai tempi dei Romani e poi dei Pisani, è la seconda concessione mineraria più antica della Sardegna.
Concessa nel 1851 per lo sfruttamento della galena alla Società Anonima dell'Unione Miniere Sulcis e Sarrabus, nel 1900 la concessione fu estesa allo zinco e ai minerali di rame, lo sfruttamento minerario cessò nel 1979.
In questo sito, nel 1908, fu scoperta dal prof. Domenico Lovisato la Rosasite, un carbonato di zinco e rame che è stato riconosciuto come minerale identitario definito come specie-tipo della Sardegna. La Rosasite prende appunto il nome dalla miniera di Rosas dove è stato rinvenuto per la prima volta.
Il sito minerario ristrutturato e riqualificato per l’ospitalità turistica, si presenta come un “museo a cielo aperto”, dove tutti gli edifici industriali sono stati restaurati e resi accessibili alla fruizione e le vecchie unità abitative sono state riqualificate per l'ospitalità turistica.
Di recente, a seguito di problemi gestionali, il sito non è momentaneamente funzionante.
In questo tratto si sale alla quota massima della tappa (483 m slm) con una pendenza media del 6,2%, per poi scendere alla quota di 250 m (slm) del Villaggio di Rosas.
Prima di arrivati presso la piazzetta centrale del villaggio minerario, dove l’edificio dominante è l’ex laveria riqualificata per la ricezione turistica, si gira a sinistra sulla strada sterrata che si inoltra nelle zone dell’ex sistema minerario uscendo dal borgo minerario. Questo percorso che presenta diversi saliscendi degrada verso valle presso le campagne di Nuxis ed infine interseca la SP 78 che si prende svoltando a sinistra per arrivare dopo poco al bivio per il sito di Sa Marchesa. 1*
Visitato il sito Geo Speleo Archeologico, si ripercorre la sterrata fino a ritornare alla SP 78 e si continua in asfalto per arrivare velocemente all’abitato di Acquacadda, frazione di Nuxis.
Superato il piccolo centro abitato si procede su una strada interpoderale per prendere per un brevissimo tratto la SS 293 e arrivare infine a Nuxis dalla periferia settentrionale del paese e concludere la Tappa.