Descrizione del percorso
PARTENZA: Montimannu 355 m (slm)
ARRIVO: Domusnovas 148 m (slm)
DATI TECNICI:
- Lunghezza: 56.2 Km
- Dislivello: +917 m e –1122 m
- Pendenza Massima + 40,8 %
- Pendenza Minima -49,3 %
- Punto più Elevato su SP04 superato lo sbarramento della diga sul Rio Leni 375 m slm
DESCRIZIONE TAPPA:
Rientrando dalla Posada di Montimannu, si riprende la strada in costante e leggera discesa, ripercorrendo il tratto per la miniera di Canale Serci, fino ad arrivare al bivio all’estremità meridionale del lago, da qui, proseguendo dritti, si percorrere la circumlaquale che costeggia il bacino lacustre nella sua parte meridionale.
Alla fine del passaggio lungo le sponde del lago, la strada si inerpica su un breve ma impegnativo tratto di circa 1 Km con pendenza media del 12,5% per poi scendere verso la chiesa Campestre di San Sisinnio e il parco che ospita la più importante aggregazione di grandi oleastri della Sardegna con alcuni esemplari che raggiungono un’altezza di circa 13 metri e una circonferenza del fusto che supera i 5 metri.
L’oleastro viene spesso impropriamente chiamato “Olivastro”, ma, mentre quest’ultimo nasce dal seme dell’olivo coltivato, l’Oleastro è spontaneo e nasce dal seme della pianta spontanea. La chiesa campestre di San Sisinnio venne edificata nella prima metà del XVII secolo quando l’arcivescovo Francisco de Esquivel donò una reliquia del corpo di San Sisinnio al canonico di Villacidro, in seguito al ritrovamento delle spoglie del Santo in una chiesa cagliaritana.
Ripreso l’asfalto si procede verso est fino ad incrociare e prendere sulla destra la SS 196, che si segue per 3,9 Km, fino ad incrociare sulla destra una sterrata che ci permette di prendere una lunga e comoda sterrata che proseguendo a Sud-Ovest ci immette in agro di Vallermosa.
Entrando dalla periferia settentrionale di Vallermosa, il percorso procede dentro il paese e arriva alla Chiesa di San Lucifero e alla piazzetta antistante. Da qui, svoltando a sinistra, si prende, per un piccolo tratto, la SS 293 e, sorpassato il ponte sul Rio Cannas sul primo bivio, si svolta a sinistra per prendere la SP 89 che si segue fino ad arrivare alla periferia orientale di Domusnovas.
Seguendo la provinciale, nei pressi di Domusnovas, si arriva alla rotonda d'ingresso al paese, qui la tappa invece che entrare nell’abitato procede dritta e in salita per circa 5 Km con una pendenza media del 3,2% in direzione nord, arrivando presso un’area parcheggio per escursionisti.
Dall’area parcheggio si cambia direzione, svoltando subito a destra e procedendo sulla sterrata in direzione sud e arrivando all’imbocco settentrionale delle Grotte di San Giovanni, uno dei Tunnel naturali carrabili più lunghi d’Europa, e dopo aver pagato l’ingresso ed eventualmente la visita guidata che approfondisce anche i numerosi aspetti legati all’archeologia di questo sito, si percorrono i circa 850 m (slm) sotto la montagna ammirando le concrezioni carsiche presenti.
La grotta è stata l'unica in Italia ad essere attraversata da una strada carrabile, lunga 850 metri è la più lunga tra le sette grotte naturali al mondo ed è stata riconosciuta monumento naturale, istituito ai sensi della L.R. n. 31/1989 con determinazione D.G. n. 2777/1999 dell'Assessorato alla Difesa dell'Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna. A partire dal Giugno 2020 diventa la prima grotta al mondo interamente allacciata ad una connessione internet e coperta dal segnale Wi-Fi.
La genesi della grotta è un esempio del fenomeno carsico specifico dovuto allo scorrere di un fiume sotterraneo che nel tempo provocò il cedimento di una massa calcarea rocciosa creando questa grande cavità. Oltre al ramo principale la grotta si sviluppa su altri due livelli, (accessibili solo agli esperti), rendendo la grotta lunga 2000 metri. Usata come rifugio, in antichità, mostra ancora i resti delle possenti mura preistoriche, che avevano lo scopo di fortificare gli ingressi nord e sud.
Oggi la strada e l'impianto di illuminazione rinnovato, rendono la grotta interamente percorribile a piedi e in bicicletta.
All’uscita dalle Grotte è possibile rifocillarsi al chiosco presente, per poi proseguire lasciando subito la strada principale e passando il piccolo ponticello che si trova sulla destra della strada, da cui inizia la strada che sale alla piccola chiesa campestre di San Giovanni poco distante.
Dallo spiazzo antistante la chiesetta, si prende la strada che scende verso il paese passando nei pressi dell'area archeologica di Sa Dom’e S’Orcu, visitabile previo prenotazione, dominata dal grande nuraghe polilobato.
Il Nuraghe di Sa Domu’e s’Orcu è un nuraghe complesso che si caratterizza per l’elevato numero di torri, ben nove, compreso il mastio. Formato da una torre centrale circondata da un bastione trilobato, che racchiude il cortile, attorno al quale a sua volta corre un antemurale con altre cinque torri. Per erigere il monumento è stata usata la pietra calcarea proveniente dal massiccio del Marganai.
Da qui, proseguendo la discesa in direzione Sud, si arriva alla periferia occidentale di Domusnovas e imboccata Via Cagliari si entra in paese dove, arrivando all’antica chiesa di Santa Barbara, si conclude la tappa.
La chiesa di Santa Barbara di Domusnovas fu edificata intorno alla fine del XIII secolo, centro dell'antico nucleo del villaggio fortificato di Domusnovas, facente parte del sistema difensivo creato dai Pisani, con funzione protettrice di Villa di Chiesa (oggi Iglesias) e del bacino minerario dell'Iglesiente, risulta una delle più antiche chiese votate alla Santa protettrice dei minatori dell’Isola.