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Tappa 04 - da Gonnosfanadiga a Monti Mannu

  • 27.6 km

  • Differenza di Elevazione Positiva 777 m

  • Il dislivello negativo 650 m

Descrizione del percorso

PARTENZA: Gonnosfanadiga 228 m (slm)

ARRIVO: Montimannu 355 m (slm)

DATI TECNICI:


  • Lunghezza: 27.40 Km

  • Dislivello: +777 m e –650 m

  • Pendenza Massima + 24,2 %

  • Pendenza Minima -16,4 %

  • Punto più Elevato Montimannu – Locanda del Parco 355 m slm


 

Possibili deviazioni per visitare punti notevoli:

VAI E VIENI PERD’E PIBERA

Lunghezza: 9,0 Km

Punto inizio/fine (inizio salita per Perd’e Pibera loc. Costa Perdu Cau): h: 214 m (slm)

Punto più alto (ex-villaggio minerario di Perd’e Pibera poco dopo lo stabile del direttore): h: 449 m (slm).

 

DESCRIZIONE TAPPA:

Dalla periferia meridionale di Gonnosfanadiga, presso il piazzale antistante la Chiesa di Santa Barbara, presa prima Via Linas e poi girato a sinistra su Via Piras si arriva dopo circa 350 m al bivio che preso in sinistra ci immette sulla Via Circonvallazione, mentre proseguendo su questa via si intraprende la salita verso 1* Perd’e Pibera e il Vaie Vieni proposto.

 

Rimanendo sul percorso si percorre la Via Circonvallazione che volgendo a nord risale fino a incrociare Via Puccini che si prende svoltando a destra arrivando infine ad incrociare la SS196 che si prende svoltando a destra.

Si percorre un piccolo tratto di Statale di circa 2,7 Km per poi rientrare nelle strade interpoderali della zona.

Su tale sterrata che dopo poco diventa asfaltata, il percorso inizia a salire alla volta del suggestivo sito, immerso nel verde, delle cascate e della fonte di Sa Spendula e dopo poco, proseguendo sulla stessa strada si entra nella periferia settentrionale di Villacidro arrivando inizialmente al punto panoramico della Croce Seddanus (301 m slm).

Dal punto panoramico inizia la discesa tra le vie del paese, arrivando alla Chiesa di Santa Barbara e passando presso il particolare lavatoio pubblico in stile Liberty.

La struttura del famoso Lavatoio di Villacidro inaugurato nel 1893, si presenta come una grande tettoia di stile Liberty sorretta da sei colonne di ghisa adorne di ghirigori e di pigne, una decina di vasche con rubinetti e tubi di scarico e il serbatoio simile a quello degli abbeveratoi. In passato le massaie per lavare i panni non erano più costrette a recarsi al fiume ma potevano usufruire di questo spazio pubblico, coperto e riparato, che divenne luogo di ritrovo e aggregazione sociale.

Proseguendo verso sud e presa la Via G. Garibaldi, anche oltre l’abitato, superata la piccola Piazza Launeddas dopo la curva si arriva ad un bivio, che preso in destra ci immette sul percorso ci porta a Montimannu.

Qui la strada asfaltata inizialmente scende e si inoltra nelle campagne di Villacidro fino ad incrociare la strada che salendo ci fa arrivare allo sbarramento della Diga sul Rio Leni.

Questa strada asfaltata ci porta da quota 190 m slm a 254 m slm in poco più di 2,7 km è prosegue poi in quota fiancheggiando tutto lo sviluppo del bacino lacustre.

Superata l’estremità meridionale del bacino, la strada gira a sinistra e dopo aver superato il ponte sul Rio Leni, si giunge ad un bivio che si deve prendere in destra verso il complesso forestale della miniera di Canale Serci.

Presa questa strada inizialmente asfaltata e poi sterrata si arriva prima al presidio della Forestale presso l’ex edificio della direzione della miniera e dopo circa 2.1 Km si arriva all’ingresso della Posada di Montimannu dove la tappa si conclude.

 

VAI E VIENI PERD’E PIBERA

Poco fuori del centro abitato di Gonnosfanadiga presso la periferia meridionale, inizia la salita alla volta del Parco di Perd’e Pibera che comprende gli edifici restaurati della vecchia miniera.

Con una salita di circa 4,5 Km con una pendenza media del 5,4%, si raggiunge la casa del direttore della ex-miniera di Perd’e Pibera, parte terminale del piccolo borgo minerario, immerso tra i fitti boschi del Parco.

La Miniera di Perd’e Pibera (detta anche Riu Planu is Castangias) a Gonnosfanadiga, è nota per l’estrazione di un raro minerale, la Molibdenite (MoS2), un bisolfuro di Molibdeno. Questo minerale richiestissimo dalle industrie siderurgiche europee sin dal 1790, è utilizzato nelle leghe metalliche e nell’indurimento degli acciai resistenti alle alte temperature, nonché per la produzione di elettrodi e catalizzatori; reso in polvere impalpabile si trasformava in un importantissimo lubrificante. Oggi il compendio è diventato il parco più vasto del Medio Campidano.

Tra i vari edifici riqualificati nei primi anni 90’ c’è anche quello della chiesetta di Santa Barbara e della Laveria. Attualmente il complesso risulta comunque disabitato e senza particolari attività.

Finito il giro nel piccolo ma significativo sistema minerario si scende verso il paese e si riprende la tappa da dove si era lasciata.

Punti di interesse e servizi nelle vicinanze

La distanza è calcolata in linea d'aria al massimo di 2km dal tracciato. 

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