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Tappa 03 - da Pitzinurri a Gonnosfanadiga
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Tappa 03 - da Pitzinurri a Gonnosfanadiga

  • 29.95 km

  • 2 ore e 30 minuti

  • Differenza di Elevazione Positiva 717 m

  • Il dislivello negativo 858 m

Descrizione del percorso

PARTENZA: Pitzinurri 369 m (slm)

ARRIVO: Gonnosfanadiga 227 m (slm)

DATI TECNICI PASSAGGIO AD ARBUS:


  • Lunghezza: 28.80 Km

  • Dislivello: +716 m e –858 m

  • Pendenza Massima + 13,0 %

  • Pendenza Minima -16,2 %

  • Punto più Elevato Passo Genna Sciria 462 m slm


 

DATI TECNICI PASSAGGIO A GUSPINI:

  • Lunghezza: 29.60 Km

  • Dislivello: +636 m e –778 m

  • Pendenza Massima + 11,7 %

  • Pendenza Minima -16,1 %

  • Punto più Elevato Montevecchio Piazza Rolandi 373 m slm


 

Possibili deviazioni per visitare punti notevoli:

VAI E VIENI PISCINAS

Lunghezza: 15,62 Km

Punto inizio/fine (Bivio per Spiaggia di Piscinas Uscita da Ingurtosu): h: 258 m (slm)

Punto più basso (inizio arenile Spiaggia di Piscinas): h: 15 m (slm).

 

DESCRIZIONE TAPPA:

Presa in discesa la strada SP66 si incontra dopo poco la scalinata che porta alla chiesa dedicata a Santa Barbara di Ingurtosu e proseguendo sulla strada si entra nel Villaggio minerario di Ingurtosu, ancora parzialmente abitato e si passa attraverso il passaggio stradale sormontato dal passaggio coperto della struttura del “Castello”, il palazzo della direzione dell’ex Miniera di Ingurtosu chiamato così per lo spiccato stile teutonico della sua architettura.

L’elegante costruzione in granito era anche centro di vita culturale dei notabili della società, che sotto la direzione dell’Ingegnere Hoffmann aspirava a far diventare Ingurtosu uno dei centri minerari più importanti a livello mondiale.

Passata la palazzina della direzione si arriva ad un bivio, che preso in sinistra ci porta sul percorso 1* del vai e vieni che porta fino alla spiaggia di Piscinas, andando dritti invece ci fa proseguire la tappa.

 

Proseguendo sulla tappa, si inizia a salire e percorre una sterrata ricchissima di emergenze minerarie che testimoniano la fervida attività passata di tutto questo comprensorio.

Poco dopo la salita si scende alla volta di pozzo Casargiu, per poi salire alla volta di Pozzo Fais dal quale continuano a fluire le acque ricche di solfuri che da qui in poi colorano di un rosso intenso le acque del Rio Irvi, proseguendo si incontra il grande pozzo Amsicora fino a salire all’altezza della diga e relativo bacino di Donegani.

Proseguendo sulla sterrata si passa il cantiere e il Pozzo Sanna, passando sotto il particolarissimo arco in cemento armato e arrivando all’Albergo Sartori poco fuori al borgo minerario di Montevecchio.

Prima di arrivare a Montevecchio, sul lato sinistro della strada è possibile osservare il cantiere Asuni e le rovine del dormitorio delle cernitrici (le donne preposte alla separazione manuale delle pietre ricche in minerale da quelle sterili) dove il 4 maggio 1871, trovarono la morte 11 operaie, donne e bambine, che perirono tragicamente per il cedimento di un serbatoio d'acqua posto sopra questi locali.

Infine, superata Piazza dei Cervi si arriva al borgo minerario di Montevecchio, ancora parzialmente abitato dove è possibile, previa prenotazione, visitare la Palazzina della Direzione (arredata ancora con mobilio del periodo).

Questo pregevole edificio, progettato ed edificato per volontà di Giovanni Antonio Sanna tra il 1870 e il 1877, il palazzo della direzione era il cuore pulsante degli stabilimenti minerari di Montevecchio e avrebbe dovuto ospitare gli uffici amministrativi, la propria abitazione e una piccola chiesa. Negli anni, la Palazzina, perse la funzione abitativa e venne quasi interamente destinata ad ospitare gli uffici.

Costruito su una pianta rettangolare, l'edificio presenta forme classicheggianti e neorinascimentali. Alle spalle dell'ingresso principale si trova la piccola chiesa dedicata a Santa Barbara, patrona dei minatori.

Sulla piazza centrale del borgo, dove sorge la palazzina della direzione, si trova oltre la strada anche l’edificio dell’ospedale e prendendo la SP66 si inizia a scende sul percorso che fiancheggia tutto il comparto degli impianti minerari di Montevecchio di Levante.

 

PASSAGGIO AD ARBUS

Fatto il primo tornante in discesa sulla SP4, si incontra il bivio per Arbus che si prende tenendo la destra e iniziando la salita che si inerpica fino all’altopiano, spesso sferzato dal vento di maestrale, che ospita le rovine del Villaggio Righi.

Da qui la strada continua a salire arrivando in località Genna Sciria (462 m slm), il punto più elevato della tappa e valicato il passo si inizia a scendere alla volta della periferia settentrionale di Arbus che si raggiunge dopo circa 1,4 km.

Attraversato l’abitato di Arbus, dove è possibile visitare la chiesa di San Sebastiano, il vicino Museo archeologico del Mare e il Museo del Coltello. Proseguendo sulla tappa, si scende verso la zona meridionale, arrivando alla piccola area industriae/artigianale da cui si prende lo stradello in parte asfaltato e in parte sterrato che preso in destra, scende alla volta della località San Cosimo, in comune di Gonnosfanadiga dove è possibile vedere l’omonima Tomba dei Giganti.

La Tomba dei Giganti di San Cosimo è una delle maggiori costruzioni megalitiche dell’Isola, ha restituito un manufatto che potrebbe essere la più antica importazione micenea rinvenuta in un sito archeologico sardo. L’area ospita un vero e proprio parco archeologico, in cui trovano posto anche un’altra sepoltura dello stesso tipo, più piccola, e due nuraghi. Nota anche come sa grutta de santu Giuanni, realizzata in granito e con misure imponenti (è lunga trenta metri e la sua esedra è larga 26) la sepoltura fu considerata da Giovanni Lilliu la più grande tomba di Giganti fino ad allora conosciuta.

 

Proseguendo sul percorso si deve attraversare il rio Terramaistus e questo è possibile se il rio è in magra, in tal caso si imbocca la sterrata che gira a sud per poi fare il guado e si prosegue poi girando a sinistra e imboccando le strade asfaltate interpoderali.

Se il Rio è invece in piena è necessario proseguire dritti, e immettersi sulla SP 04 per fare poco più di 1 Km e, svoltando a sinistra, riprendere il percorso su sterrato.

Proseguendo sulle strade interpoderali si arriva all’abitato di Gonnosfanadiga e qui, all’altezza dell’inizio della via Ugo Foscolo ci si ricongiunge al percorso intrapreso percorrendo il PASSAGGIO A GUSPINI, e si termina la tappa attraversando il paese fino ad arrivare alla chiesa di Santa Barbara.

 

PASSAGGIO A GUSPINI

Usciti dal piazzale di Montevecchio si scende percorrendo la SP66 – SP4 e si fanno i tornanti che ci permettono di arrivare nei pressi dell’ingresso del piazzale dell’ex cantiere minerario di Piccalinna, dove una serie di edifici, tutti con muratura in pietra faccia a vista, decori in laterizi, costituiscono quello che in passato era il nucleo operativo di questo cantiere minerario: il pozzo San Giovanni e la lampisteria, la sala argano, la sala compressori e la cabina elettrica, la laveria Piccalinna, gli uffici e la forgia.

Dallo spiazzo della miniera è possibile inoltre notare le rovine della Laveria Principe Tommaso e poco oltre il Pozzo Sartori con i suoi caratteristici bacini d’acqua.

Uscendo dal cancello del comparto minerario si riprende la provinciale, che scende fino al Villaggio Sciria e la vicina birreria artigianale e dopo poco si gira a sinistra per imboccare la sterrata che fu il percorso dell’ex ferrovia, in direzione Guspini.

Si procede su questo tracciato fino ad incontrare la vecchia stazione di posta n. 8, Stazione Nurraci, e da qui si prende la sterrata che volge verso l’abitato di Guspini diventando via a. Gramsci.

A Guspini si arriva prima alla chiesa di San Nicola di Mira e successivamente si procede alla volta del sito geologico dei Basalti Colonnari.

I Basalti Colonnari sono una rarissima formazione geologica che si presenta come una parete di prismi basaltici verticali, alti venti metri, accostati fra loro con forma di ‘canne d’organo’. Questo sito situato in pieno centro abitato di Guspini, deriva da un piccolo cono vulcanico la cui lava raffreddandosi in modo lento e graduale ha creato fessure verticali a foggia di colonna, che delimitano prismi a sezione poligonale, ed è oggi dichiarato monumento naturale.

Percorrendo prima Via Spano e poi tutta Via Carbonia in direzione Sud, si arriva alla rotonda dove prendendo la terza uscita ci si immette sulla SS194 che si percorre fino ad uscire da Guspini ed arrivare alla periferia settentrionale di Gonnosfanadiga, dove poco prima di arrivare si prende in sisnistra per poi girare a sinistra e percorrere il tratto terminale della SP4 e riconnetterci al PASSAGGIO PER ARBUS, presso la Via Ugo Foscolo.

 

1* VAI E VIENI PISCINAS

Con una discesa di circa 7,8 Km e una salita di pari lunghezza con pendenza del 3,5% questo lungo vai e vieni ci porta ad incontrare numerosi elementi della trascorsa attività minerari.

Lasciato il villaggio di Ingurtosu, dopo poco, sulla sinistra si incontra Pozzo Gal, che prende il nome da Paul Gal, Presidente del Consiglio di Amministrazione della Penarroya, multinazionale francese che possedeva le miniere della Pertusola in Italia negli anni venti del secolo scorso. Il pozzo, situato nel Cantiere Harold, raggiunge una profondità di circa 200 m ed entrò in servizio nel 1923.  Pozzo Gal era finalizzata alla coltivazione in sotterraneo delle mineralizzazioni blendose del filone Brassey trattate nella vicina laveria per flottazione e fu utilizzato dal 1926.

Oggi il Cantiere minerario è stato recuperato e convertito nel museo multimediale “della memoria mineraria” visitabile previa prenotazione.

Alla fine della strada asfaltata si incontrano le rovine di Pozzo Lamberti e i resti del villaggio minerario di Naracauli.

Dopo poco, scendendo sulla sterrata, si può ammirare l’imponente rudere della Laveria Brassey che mostra ancora la cura architettonica riservata agli edifici industriali dei primi del 900’. Situata nel villaggio abbandonato di Naracauli prende il nome del proprietario della Miniera, l’inglese Lord Thomas Allnutt Brassey ed entrò in funzione nei primi mesi del 1900. Destinata specialmente al trattamento dei materiali blendosi da cui si estrae prevalentemente lo zinco, l’impianto era servito da vari pozzi vicini, da cui si faceva arrivare il minerale alla laveria tramite funicolari, e ferrovie a scartamento ridotto. L’impianto serviva a separare le parti mineralizzate dalla ganga quarzosa ed è stato per anni tra i più importanti impianti idrogravimetrici della Sardegna. Smantellata negli anni settanta, oggi rappresenta una delle più suggestive e significative icone del patrimonio architettonico minerario della Sardegna.

Proseguendo sulla sterrata si arriva al parcheggio della spiaggia di Piscinas nei pressi del monumento dell’Ara del Sole opera dello scultore Pietro Casella.

Arrivati alla spiaggia si deve riprendere la strada fatta in discesa e risalire fino ad Ingurtosu per riprendere il percorso.

Punti di interesse e servizi nelle vicinanze

La distanza è calcolata in linea d'aria al massimo di 2km dal tracciato. 

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